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Una moda davvero insolita: la cuffia calesse

La cuffia calesse si diffuse dal 1770 circa per la necessità di coprirsi la testa senza rovinare le alte ed elaborate pettinature delle signore che si stavano diffondendo.

Rimase in uso, con alterne fortune ed in forme diverse, durante tutta la prima metà del XIX secolo.

Il nome “cuffia calesse” è tradotto dall’inglese “calash bonnet” : definizione con cui già dalla metà del XVIII secolo veniva definito questo particolare copricapo.

“Cuffia” perché si annodava sotto il mento come una cuffia e “calesse” perché la sua forma ed il “meccanismo” di apertura e chiusura ricorda tantissimo quello della copertura dei calesse.

Erano solitamente in seta (ma ci sono giunti anche esemplari in lana e cotone) con una struttura in canne vegetali che permetteva restare “in piedi” senza urtare la pettinatura ed all’occorrenza di essere abbassate sulle spalle. Alcuni esemplari hanno dei cordoni ai lati per tirarla su e tenerla in posizione.

La cuffia calesse fu un oggetto di moda che si diffuse per la sua praticità ma fu anche oggetto di critiche e disegni satirici.


La scorsa estate ho studiato come riprodurla per ottenere un risultato più filologico possibile con i materiali che abbiamo oggi a disposizione.

Ho utilizzato taffettà di seta e midollino vegetale (più filologico di così… ) e confezionato a mano la cuffia ad eccezione delle cuciture per creare i canali delle stecche (certo sarebbe stato fattibile confezionarla interamente a mano, ma decisamente troppo dispendioso!)

Dopo alcune prove sono riuscita ad ottenere una cuffia calesse che mi soddisfa appieno:

La forma è perfetta per le ampie acconciature degli anni ’70/’90 del ‘700 ma senza essere troppo grande da rischiare di assomigliare più ad una caricatura che ad un figurino.

In più è leggera e resistente, il meccanismo di apertura e chiusura funziona senza intoppi e una volta indossata resta al suo posto senza scivolar via!